Il Servizio Sanitario Basco, Osakidetza, ha colto l'occasione della Giornata Internazionale degli Infermieri di Salute Mentale per sottolineare il ruolo fondamentale che questi professionisti svolgono nel sistema sanitario. E a ragione: negli ultimi anni, la domanda di assistenza per la salute mentale è aumentata costantemente e la risposta dell'organizzazione è stata quella di ampliare significativamente il proprio personale specializzato.
Attualmente, Osakidetza dispone di 405 posti di lavoro per infermieri specializzati in salute mentale, distribuiti nei tre territori storici: 116 ad Araba, 67 a Gipuzkoa e 222 a Bizkaia. Questa cifra rappresenta un incremento del 24,6% rispetto al 2021, a testimonianza del fermo impegno a rafforzare un settore che è diventato uno dei pilastri dell'assistenza sanitaria moderna.
Un notevole aumento del personale
L'aumento dei posti non è una mera questione amministrativa. Dietro ogni numero c'è un infermiere che si prende cura di pazienti con problemi di salute mentale, sia sul territorio che in ospedale. La distribuzione geografica mostra una netta predominanza di Bizkaia , che rappresenta oltre la metà dei posti, seguita da Araba e Gipuzkoa. Questa distribuzione riflette le esigenze sanitarie di ciascuna area, ma anche l'impegno a rendere le risorse più accessibili alla popolazione.
Questi professionisti non lavorano solo nei centri di salute mentale o nei day hospital. Forniscono anche assistenza domiciliare, operano sul territorio e collaborano in contesti educativi e lavorativi. La loro presenza in questi ambiti facilita l' individuazione precoce dei problemi emotivi e consente un supporto più mirato, elemento chiave per prevenire le ricadute e promuovere il benessere.
Funzioni ampie e multidimensionali
L'assistenza infermieristica in salute mentale non si limita alla somministrazione di farmaci o alla gestione dei sintomi. Il suo lavoro comprende una valutazione completa del benessere mentale, emotivo e sociale del paziente, lo sviluppo di piani di cura personalizzati, l'educazione e il supporto alle famiglie e l'intervento in situazioni di crisi. La prevenzione del suicidio è uno dei suoi compiti più delicati e importanti , insieme alla promozione dell'autonomia e del reinserimento sociale.
Nella comunità, fungono da ponte tra il sistema sanitario e la collettività, facilitando la continuità delle cure e la partecipazione sociale. In ambito ospedaliero, offrono cure intensive, supporto emotivo e monitoraggio clinico. In entrambi i casi, l'obiettivo è lo stesso: dare dignità all'esperienza di chi convive con problemi di salute mentale e promuovere il suo recupero.
Quattro pilastri che definiscono l'assistenza
Osakidetza ha individuato quattro principi che guidano la pratica quotidiana di questi infermieri. Il primo è l'assistenza centrata sulla persona, che riconosce la storia, i valori e gli obiettivi di vita di ogni paziente. Il secondo è il supporto terapeutico, che promuove la cura di sé e l'integrazione sociale attraverso una presenza flessibile e di supporto. Il terzo è l'assistenza umanizzata, che garantisce dignità e rispetto , in linea con il Modello di Umanizzazione di Osakidetza e la Strategia per la Salute Mentale dei Paesi Baschi 2023-2028. E il quarto è l'impegno per la dignità e il recupero.
María López de Gámiz, vicedirettrice infermieristica e assistenziale di Osakidetza, riassume la filosofia del servizio come segue: "Le funzioni sono ampie, multidimensionali e supportate da evidenze scientifiche e dall'etica della cura. Tutto ciò contribuisce a trasformare i servizi di salute mentale in spazi più equi, inclusivi ed efficaci". Questa affermazione sottolinea l'importanza di un approccio umano e compassionevole in un ambito così delicato.
In sintesi, l'assistenza infermieristica in ambito di salute mentale è diventata un pilastro essenziale del sistema sanitario basco. Con 405 posizioni e un incremento del 24,6% negli ultimi anni, Osakidetza dimostra il suo impegno per un'assistenza che va oltre la sfera clinica. Il lavoro di questi professionisti, sia sul territorio che in ospedale, è indispensabile per prendersi cura, sostenere e umanizzare la vita di coloro che ne hanno più bisogno, dal primo contatto al pieno reinserimento sociale.